Al tavolo di Amalia

di Laura Mattera Iacono

A spasso per Berlino

Berlino_Porta_BrandeburgoMi sveglio sudatissima nella mia camera d’albergo di Berlino. Ho trascorso la notte a lottare contro il piumino tedesco che faceva da contraltare al caldo infernale esploso proprio al mio arrivo, il giorno prima. Nessuna traccia in armadio di un lenzuolo o di una copertina più leggera.
Mi conforta un’ottima colazione tedesca con caffè lunghissimo, pane integrale in tutte le gradazioni e il salato che predomina sul dolce. Prima di uscire raccomando al personale: “La TV non funziona”. “Ach ja, das kontrollieren wir gleich!”.
Mi tuffo in quella città che ho tanta voglia di scoprire. La fermata della U-Bahn, la metropolitana sotterranea, è a pochi passi. Anche stavolta, sembra che il treno sia lì ad aspettarmi: pochi minuti e sono a scuola.
Il mio  corso di traduzione in ambito giuridico- economico comincia con qualche parola di benvenuto. Ci presentiamo: sono vecchia del mestiere e forse proprio per questo sento il bisogno di aggiornarmi, di confrontarmi. Il nostro lavoro è una ricerca continua…
Berlino_Leipziger_PlatzLe ore di lezione, per quanto toste, passano in fretta. Alla fine l’insegnante, Lucia, un’italiana che vive da tempo a Berlino, mi fornisce qualche indicazione turistica: “Dai, vieni, prendiamo l’autobus insieme”. Scendo a Potsdamer Platz e mentre la mia prof prosegue, io mi giro intorno. La piazza è costellata da quei palazzi enormi che sono il simbolo del rinnovamento; a pochi metri di distanza, nella Leipziger Platz, alcuni tifosi del Dortmund,  in attesa della partita della sera, si godono il sole in un angolo verde. Ecco, in  una metropoli piena di gente, di storia, di palazzi antichi e ultramoderni, ricca di cose da fare, da vedere, da visitare, il verde ha un ruolo preminente. Non è un orpello estetico. È un verde che ti accoglie.
E proprio lì vicino noto un’insegna: Spionagemuseum. Die Hauptstadt der Spione. Sì, Berlino è stata sicuramente la capitale delle spie.  Vorrei entrare, poi decido di tuffarmi per Unter den Linden, la strada maestosa che conduce alla Brandenburger Tor. Non puoi andar via da Berlino senza aver visto la Porta di Brandeburgo. E così, mi avvio sotto un sole infernale tra tanta gente: “C’è il Kirchentag”, mi avevano detto. È una giornata organizzata dalla Chiesa Evangelica.
Berlino_Memoriale per gli EbreiPoco prima di arrivare alla meta, non posso fare a meno di fermarmi. Il Denkmal für die ermordeten Juden, il Memoriale per gli Ebrei assassinati, attira la mia attenzione.  È un  campo di stele che nella sua tragica semplicità, ti lascia di stucco.
Ed eccomi finalmente alla Porta di Brandeburgo: su un lato fervono i preparativi per un concerto serale, dall’altro tanta gente intona canti di pace. Alcuni poliziotti, pur armati di tutto punto, non fanno pesare la loro presenza. I controlli sono invece affidati a persone in borghese, forse volontari della Chiesa. Un cartello avverte di preparare le borse. Mi metto in fila e dopo il controllo, una signora mi si avvicina: sobbalzo, mi spavento. “Keine Angst! – mi dice sorridendo – Metto un nastrino alla Sua borsa per indicare che è già stata controllata”,  Ah, ma certo, faccia pure. Vorrei rimanere, ma sono stanca. La mia giornata a Berlino è stata molto intensa.
Eppure quello che sta per succedermi, è davvero incredibile. È un’avventura che ricorderò a lungo.
Un po’ di pazienza e vi racconterò.
L’articolo precedente, lo troverete qui: In viaggio 

 

 

 

Advertisements

3 Comments

  1. Molto suggestivo…

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: