Al tavolo di Amalia

di Laura Mattera Iacono

“Non dirlo a nessuno”

Le_mie_pagliuzzeMa come avrà fatto? È la prima domanda che mi sono posta quando ho saputo che Dora Buonfino aveva scritto un libro su una sua esperienza atroce. La sua infanzia era stata violata, fin dall’età di 5 anni.  Avevo incrociato l’autrice per caso tempo fa sul web. Il suo blog “Almeno Tu“, contiene  racconti che mi avevano coinvolto per l’intensità, la sofferenza, talvolta per il senso di perdita. Niente tuttavia mi aveva lasciato intendere che la sofferenza potesse essere stata tanto grande.
Come avrà fatto? continuavo a chiedermi, mentre aspettavo di avere il libro tra le mani. La scrittura è terapeutica, certo. Ma può essere anche una lama che si infila in una piaga.

Non appena cominci a leggere, capisci che il racconto è vero. Immagini, luoghi, persone sono certo camuffati. Vere tuttavia sono le sensazioni che la protagonista prova e trasmette, tanto che il libro ti attira e ti ripugna. Ogni pagina che giri, suona come un ceffone in piena faccia al mondo degli adulti. I messaggi che la bambina lancia in famiglia non sono recepiti. “Non dirlo a nessuno” le dicono i pochi ai quali la  giovinetta confida il suo dramma. Il rapporto con un giovane, lungi dall’essere un amore da vivere, diventa una “gabbia dolce“, un’ancora alla quale lei si aggrappa. E così la solitudine, la vergogna, quella sensazione di sporco che le si attacca addosso,  sembrano schiacciarla. L’abuso sui minori è uno di quei casi in cui paradossalmente e vergognosamente la vittima si sente colpevole.
Come avrà fatto? La risposta arriva nelle ultime pagine. Dora si guarda allo specchio, senza paura, con la voglia e la forza di cominciare a vivere.
Tra i tanti messaggi che un libro così intenso e drammatico vuole lanciare, uno in particolare mi sento di sottolineare. È necessario riformulare il significato di famiglia. Non più dominio e possesso, ma rispetto e capacità di ascolto.
Mi è piaciuto molto “Le mie pagliuzze” di Dora Buonfino, Le Parche Edizioni. Ne parlerò a Teresa al nostro prossimo caffè.

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14 Comments

  1. L’ho ordinato anche io.
    Le recensioni che leggo, sono tutte molto positive.
    Perché è un libro che scuote.
    Tutti.
    Che porta a riflettere su un tema tanto delicato, ma purtroppo, sempre molto attuale.
    Grazie!

  2. Il vecchio titolo di questo libro era proprio “Non dirlo a nessuno”. Con questo titolo è stato portato in teatro nel 2003. Grazie Laura!

  3. Reblogged this on Almeno Tu and commented:
    Sono felice di pubblicare la recensione di Laura Mattera Iacona del blog Al tavolo di Amalia.
    Sì, Laura hai ragione, bisogna riformulare il significato di famiglia, proprio perché necessaria deve essere ricostruita in maniera sana e per i bambini, non degli adulti che le danno vita. Lo scopo è quello di creare nuove generazioni, non di far sopravvivere in qualche modo quelle già esistenti…

  4. Parlare della famiglia, dei suoi meccanismi spesso sbagliati, è molto complicato. Ma è un tema da affrontare, anche se si rischia l’impopolarità

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  1. “Non dirlo a nessuno” | Almeno Tu
  2. Un incontro tanto atteso | Al tavolo di Amalia

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